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Inizia l’estate, le signore alleggeriscono il loro abbigliamento, qualcuno al mare si spoglia. Si mostrano inevitabilmente tutte le conseguenze di un’alimentazione sbagliata e di un’attività muscolare inesistente per tutto l’inverno. Si vede anche chi ha voluto recuperare all’ultimo momento, frequentando nell’ultimo mese uno dei non meglio definiti “centri di dimagrimento”; come dire il recupero della forma fisica “last minute”. Ci riferiamo a quei centri che non sono nè centri medici, nè centri di estetica, dove si eseguono terapie e trattamenti che spesso sfuggono ai controlli delle autorità sanitarie e dove quotidianamente vengono esercitate attività che poco hanno a che fare con l’estetica e tanto meno con la medicina. Stiamo parlando delle diete e dei trattamenti “forzati” che promettono riduzioni ponderali del tipo “1 kg al giorno per venti giorni”, a tutti i costi. Qual’è il risultato estetico, quale quello funzionale di queste terapie “last minute”? Esteticamente è facilmente intuibile un calo di peso troppo repentino: la cute, e soprattutto il sottocute, non rieste ad adattarsi alle nuove forme del corpo, cedendo in più parti e fornendo a chi guarda un aspetto poco gradevole di pelle “appesa”. Un dimagramento troppo rapido d’altra parte non permette un’equilibrata distribuzione delle masse corporee con quel risultato inevitabile che è la perdita della massa muscolare, con peggioramento ulteriore dell’aspetto estetico complessivo. Ma il danno più grave si manifesta a livello della circolazione degli arti inferiori; la riduzione della muscolatura riduce il ritorno venoso, mentre l’eccessivo calore esercitato a questo livello dai diversi trattamenti forzati (fanghi, infrarossi, etc) determina vosodilatazione e quindi varici e capillari spesso irreversibili. E poi, tanto più rapidamente si perde peso, tanto più precocemente si recupera, favorendo un meccanismo di fisarmonica che rende definitivamente irrecuperabile il tono cutaneo e muscolare.
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