Varici gambe: quale terapia?

Si è discusso per anni se le varici degli arti inferiori dovessero essere trattate con terapia medica o terapia chirurgica.

Oggi che le tecniche chirurgiche sono diventate veramente efficaci, non esiste più alcun dubbio: la terapia delle varici degli arti inferiori non può che essere di tipo chirurgico.

La terapia medica può alleviare i sintomi, ma non certamente risolvere il problema.

I nostri lettori, con qualche piccola informazione di anatomia e fisiologia, capiranno il perché.

Come tutti sanno a livello delle nostre gambe esiste una circolazione di andata (le arterie) che porta ossigeno ai tessuti muscolari e cutanei ed una circolazione di ritorno (le vene) che riporta il sangue al cuore per ossigenarlo. Stiamo parlando appunto della circolazione venosa, di quel meraviglioso e complesso sistema che, attraverso alcuni meccanismi, fa sì che il sangue dalla periferia ritorni al cuore e giunga quindi ai polmoni. Uno dei meccanismi che permettono il ritorno del sangue è rappresentato dal polpaccio, vero e proprio cuore periferico, il quale per effetto della sua contrazione durante il cammino, spinge il sangue dal basso verso l’alto in pieno accordo con un altro importante meccanismo rappresentato dalle valvole venose. Queste strutture a forma di “nido di rondine” permettono che la direzione del flusso del sangue venoso avvenga in un’unica direzione, appunto dal basso verso l’alto.

Quando il numero di queste valvole è ridotto o la loro alterata forma non ne permette una completa chiusura, ecco che cominciano a comparire le cosiddette varici.

Le varici quindi  altro non sono che una dilatazione di una vena all’interno della quale ci sono poche valvole che si chiudono male: il sangue venoso quindi refluisce e si accumula.

Non essendo possibile ripristinare la direzione del flusso con terapia farmacologica, non essendo d’altra parte possibile ripristinare il numero e la forma delle valvole costituzionalmente prestabilite alla nascita, l’unica cosa da fare è quella di eliminare le varici chirurgicamente.

Ecco spiegato il perché non servono i farmaci per curare le varici, le varici devono essere curate solo chirurgicamente.

Negli ultimi anni sono state proposte molte tecniche chirurgiche per il trattamento delle varici, alcune delle quali troppo invasive, mentre altre poco invasive ma anche poco efficaci.

La questione è quella di eliminare completamente il reflusso, appunto per evitare la formazione di nuove varici, nella maniera meno invasiva possibile.

Oggi è possibile conciliare un ottimo risultato, anche a distanza di tempo, con un trauma minimo.

E’ stato dimostrato che il “reflusso” più importante si realizza a livello della “crosse” ovvero all’imbocco della safena interna (importante vena che decorre all’interno di tutta la gamba) nel circolo venoso profondo, a livello dell’inguine.

Ed è proprio a livello dell’inguine che bisogna intervenire in maniera più accurata, eliminando tutti i reflussi. Solo così si impedisce che nuove varici possano negli anni ripresentarsi. Tutte le statistiche dimostrano che tanto più accurato è l’intervento a livello della “crosse” (si chiama crossectomia), tanto minore è la possibilità di recidive delle varici stesse.

D’altra parte l’intervento chirurgico è veramente poco invasivo: l’anestesia è soltanto locale, nel punto dell’intervento e la deambulazione è pressoché immediata.

L’intervento viene eseguito in day-hospital, con soltanto poche ore di ricovero.

Anche l’estetica negli ultimi anni è migliorata, con grande soddisfazione dei pazienti, soprattutto se donne.

Tutte le varici malate, spesso la stessa safena, vengono eliminate con “microincisioni” invisibili, senza alcun punto di sutura.

A distanza di un mese non esisterà alcuna cicatrice, al di fuori di una minima e piccolissima a livello dell’inguine dove è indispensabile eseguire una piccola sutura, anche questa comunque in maniera estetica.

A distanza di anni, se l’intervento di safenectomia è stato correttamente eseguito, ovvero se sono stati eliminati tutti i reflussi soprattutto a livello dell’inguine, non comparirà alcuna nuova varice e questa fastidiosa malattia si potrà considerare guarita.

Dr Francesco Artale
Angiologo e Chirurgo Vascolare

Chirurgia delle varici a Roma: Clinica Parioli 

Chirurgia delle varici a Milano: Clinica Columbus   

 


 

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Ultimo aggiornamento: 08-12-09.